Colpire per primo in un’aggressione: la risposta reale nella difesa personale

Colpire per primo nella difesa personale è una delle domande più discusse quando si parla di aggressione reale e sopravvivenza. È un tema che divide da sempre il mondo della difesa personale e accende confronti tra chi ritiene necessario agire subito per avere una possibilità e chi, al contrario, teme conseguenze etiche, legali o morali. Ma dove sta davvero la verità?

Le dispute sul colpire per primo

Il tema divide le persone in due schieramenti:

  • Chi dice che bisogna colpire per primi per anticipare l’aggressione e avere una possibilità di fuga.
  • Chi dice che non si deve colpire per primi, perché si rischia di causare danni permanenti o di essere considerati legalmente responsabili dell’escalation.

La verità, la cosa su cui concentrarsi non sta nel “colpire o non colpire”, ma in un altro elemento fondamentale “la distanza”, da considerare ancor prima di trovare soluzione al dilemma tanto sentito, ma di questo ne parleremo più giù.

I falsi miti sul colpire per primo nella difesa personale e convinzioni assurde

Nel mondo della difesa personale circolano affermazioni fuorvianti. Ho sentito persone, istruttori, come anche avvocati, dire che non bisogna reagire in un contesto di tensione o minaccia prima che l’altro faccia la sua mossa per non incorrere in conseguenze legali, perché la legge dice questo. Se entrano in casa è meglio lasciarli fare per non passare dalla parte del torto nonostante si ha il diritto di difendere i propri beni, la propria incolumità e quella dei nostri cari. Che non si deve colpire per primi perché un pugno può arrecare danni permanenti all’aggressore.

La cosa che mi irrita, e non poco, è quando a sostenere queste affermazioni sono “istruttori di difesa personale” che tra l’altro si spacciano come grandi esperti di aggressioni reali.

Perché aspettare può essere un errore fatale

Qui si stanno ignorando degli elementi basilari e cioè che si sta subendo un’aggressione, che il tuo aggressore non si fermerà per scrupoli morali e che molto probabilmente un pugno o un colpo non saranno nemmeno percepiti da un aggressore in piena adrenalina, sotto l’effetto di droghe o semplicemente determinato a farti del male; che se non sopravviviamo al presente non ci sarà un futuro dove preoccuparsi di discorsi legali.

E poi preoccuparmi dei danni al mio aggressore tralasciando i danni che quest’ultimo potrebbe arrecare a me! Assurdo!

Chi sostiene questo a mio parere non si è mai trovato ad affrontare da solo, quindi potendo contare solo sulle proprie forze, una situazione simile.

Quando colpire per primo diventa una necessità

Parliamoci chiaro: se sei una donna (o anche un uomo), il concetto è, persona più debole che sta per subire un’aggressione da persona più forte, e fidati che al 99 % sarà così; aspettare significa concedergli vantaggio. Non solo devi colpire per prima/o, ma devi farlo con determinazione e ripetutamente. Non stiamo parlando di una discussione accesa o di uno scontro verbale, ma di un contesto in cui la violenza è imminente e farà da padrona.

In questi momenti la vera difficoltà non è “cosa fare”, ma decidere di farlo senza esitazioni. Chi non ha mai vissuto una situazione del genere tende a immaginare il tempo come più lungo di quanto sia realmente. Nella realtà, invece, tutto accade in pochi istanti e rimandare la decisione significa lasciare all’aggressore il controllo dell’evento.

La distanza: il vero elemento chiave nella difesa personale

Ti dico inoltre che non si tratta solo di decidere se colpire o no e di come farlo, ma di considerare e valutare anche, dove sei e dove si trova l’aggressore. Se un individuo minaccioso è troppo vicino, aspettare significa finire KO senza nemmeno avere il tempo di reagire. In questo caso, agire per primi non è un’opzione, è una necessità.

Un mio principio fondamentale della difesa personale è: non permettere all’aggressore di invadere il nostro spazio personale. La distanza è il nostro primo strumento di sicurezza: più spazio abbiamo, più possibilità abbiamo di prevenire l’attacco, valutare la situazione e agire nel modo migliore. Se l’aggressore riesce ad avvicinarsi troppo, riduce le nostre possibilità di reazione e aumenta le sue.

Colpire per primo: aggressività o sopravvivenza?

La difesa personale non è un gioco, né un argomento su cui filosofeggiare comodamente seduti sul divano.

  • Nella difesa personale reale non esistono regole assolute valide per ogni situazione.
  • Le regole morali e legali vengono dopo la tua incolumità.
  • L’elemento chiave iniziale è la distanza dall’aggressore.
  • Colpire per primi nella difesa personale non è aggressività, ma sopravvivenza.

Comprendere quando colpire per primo nella difesa personale può fare la differenza tra uscire da un’aggressione o subirne le conseguenze.

La prossima volta che senti qualcuno dire che “non bisogna mai colpire per primi”, chiediti: sta parlando per esperienza diretta o per teoria?

Se vuoi davvero essere pronto a difenderti, inizia a pensare alla realtà e non alle teorie da palestra.


Nel prossimo articolo parleremo del perché le tecniche della polizia e dei militari non fanno per te.

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