Krav Maga e Discipline Militari

Vediamo perché il Krav Maga, le tecniche e le discipline dei corpi militari e della polizia non fanno per te.

Viviamo in un’epoca dove chi ha più visibilità sembra automaticamente avere anche più autorevolezza.
E così, quando si parla di difesa personale, molti iniziano a seguire le mode del momento pensando che per difendersi sia necessario imparare le tecniche delle forze speciali, seguire addestramenti militari, utilizzare metodi spettacolari, leve articolari da film, immobilizzazioni da manuale operativo.

Ma la verità è che…
quello che funziona per un militare o per un agente di polizia, non è detto che funzioni per te.
Anzi, è esattamente il contrario.

Due mondi completamente diversi

Krav Maga

Un militare o un poliziotto, prima di essere addestrato, viene selezionato, supera test fisici, attitudinali, psicologici.
È parte di un’unità, ha equipaggiamento, copertura, armi, colleghi pronti a intervenire. È allenato, si muove in contesti operativi precisi, con obiettivi ben definiti, non in contesti di aggressione (preda – predatore/i). Quest’ultima motivazione la ritengo profondamente rilevante per far comprendere, che non avendo la costante di trovarsi difronte una forza superiore alla loro, molte delle tecniche sviluppate in questi sistemi sono basate sulla forza. Cosa che ti anticipo, non è minimamente fattibile per te.

E allora che senso ha cercare di imitare chi lavora in un contesto completamente diverso dal tuo?

Tu sei un civile.

Se vieni aggredito il tutto avviene all’improvviso, in maniera sporca, caotica, irrazionale, sei da solo, non hai radio, manette, pistola, spray o rinforzi. Non ti alleni da anni, o forse non ti sei mai allenato. Hai solo il tuo corpo e la tua mente. Chi ti aggredisce è più forte di te, più veloce, più determinato, è lui che ha scelto te, il momento, il luogo e tutti gli elementi per porsi in netto vantaggio. Non tu.

La tua difesa personale deve rispecchiare la tua realtà.

Perché copiare i militari non funziona?

I sistemi nati per il combattimento militare, come ad esempio il Krav Maga e i sistemi utilizzati dalle forze dell’ordine, sono stati sviluppati per affrontare il nemico intensionalmente e non per una violenza improvvisa nella quotidianità, mentre si sta vivendo la propria vita. È palese quindi che hanno obiettivi, basi e contesti completamente diversi.

Nella tua vita non sei in missione, se ti trovi in pericolo il tuo obiettivo è sopravvivere e se non hai tutte le caratteristiche e gli elementi di un militare, quelle tecniche saranno inefficaci e vedrai crollare tutto ciò su cui hai lavorato per anni, proprio nel momento in cui ti servono davvero.

krav maga

La tua difesa personale deve essere basata su una strategia compatibile con la tua realtà, che funzioni per te.

krav maga
  • Il tuo fisico.
  • La tua età.
  • Il tuo stato emotivo.
  • Il contesto in cui ti trovi ogni giorno.

Ti serve un approccio che tenga conto della paura, della sorpresa, del panico, dell’effetto adrenalina e della superiorità del tuo aggressore. Ti serve una preparazione che ti aiuti a prevenire prima ancora di reagire, e se devi, la reazione deve essere semplice, rapida, concreta e adatta a te; tecniche che funzionano sotto stress, anche senza forza e soprattutto con le reazioni generate dalla paura. Movimenti istintivi, che si imparano in poco tempo e che non dipendono da quanto sei atletico, giovane o allenato.

Nel momento in cui ti trovi in pericolo, non sei la persona che sogni, quella che immagini di poter essere dopo aver visto un video di addestramento militare, sei quella che sei adesso ed in più, spaventata ed in netto svantaggio. Per te va costruita una difesa personale credibile, concreta, e funzionale. Lo scopo, in un mondo reale dove non hai seconde possibilità, è tornare a casa illesi.

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Una riflessione importante

Se un istruttore che insegna uno di questi metodi ignora completamente le reali limitazioni di ciò che propone, questo dice molto sulla sua preparazione: significa che non ha mai sperimentato sulla propria pelle ciò che insegna. Non ha mai testato nella realtà quelle tecniche, quei concetti, quelle strategie. E questo, a mio avviso, è un motivo più che valido per non affidargli la tua preparazione.

Sarebbe un po’ come decidere di farsi operare da un chirurgo appena uscito dall’università: tanta teoria, ma zero esperienza pratica. Tu lo faresti? Valuta bene: vuoi davvero affidare la tua sicurezza a qualcuno così?

Ma c’è un’ipotesi ancora più preoccupante: l’istruttore sa benissimo che quel metodo non funziona in un contesto reale, eppure continua a proporlo a chi cerca una vera protezione. In questo caso, non si tratta solo di incompetenza: si tratta di disonestà. Lo fa per interesse personale, per guadagnare vendendo illusioni. E questo, per me, è ancora più grave. Affidargli la tua sicurezza sarebbe un errore imperdonabile.

Naturalmente, la scelta è tua. Sei libero di decidere a chi affidarti. Ma sappi che ne va della tua vita.

Se sei un istruttore competente e hai studiato un metodo pensato per le forze dell’ordine, bene: insegnalo a loro. Non spacciare per “difesa personale reale” ciò che reale non è.

Comunque ormai non mi meraviglio più di nulla, del resto perfino metodi tradizionali di arti marziali – che nulla hanno a che fare con la violenza di strada – vengono proposti come “efficaci” per difendersi.

Rifletti. Qui non si parla di allenamento. Si parla della tua sicurezza. Si parla della tua vita.

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